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2° Seminario

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NAPOLI, L'ARCHITETTURA E LA NUOVA GENERAZIONE DI PROGETTISTI
LIEUX COMMUNS TRAVAILLES (VOEUX, GEORGES PEREC)


Odile Seyler presentata da Uberto Siola
28 maggio 2004


SEYLER RINNOVA L’EDILIZIA POPOLARE
Articolo pubblicato su Il Denaro del 29 giugno 2004 di Carolina Cigala

Solo la vita salva la casa. Una frase semplice che in realtà rappresenta una delle più grandi sfide dell’architettura: tradurre il senso di appartenenza tra uomo e luogo.
Mentre appare chiaro per gli edifici pubblici il nesso tra lo svolgimento di una funzione e la ricerca della loro identità, la funzione dell’abitare, quasi immutata nel tempo, affida al rapporto con il luogo le differenti forme di organizzazione che ha assunto nel tempo. Per poter comprendere a fondo le trasformazioni occorre quindi un avvicinamento non solo tra le forme di organizzazione interna delle parti dell’alloggio, ma anche tra alloggio e luogo. Questa duplice attenzione è presente nei progetti di Odile Seyler, vincitrice del Prix Bauwelt 1999, invitata da Uberto Siola al secondo degli appuntamenti dedicati agli approfondimenti sui temi dell’architettura urbana attraverso l’incontro con nuove generazioni di progettisti europei.
Odile Seyler non è un nome da rivista, e non è un caso che la sua attività sia unicamente concentrata sul tema dell’alloggio, quasi sempre popolare, solo talvolta rivolto ai ceti medi: tema che appare accantonato dalle riviste di architettura.
Forse perché la popolazione non cresce più, forse perché non si ha più il grande tema dell’emergenza abitativa della ricostruzione postbellica, o più malignamente perché gli alloggi popolari non sono dotati di vasche dalle finte semplicità su viste mozzafiato. In ogni caso le città crescono e crescono male e disordinatamente ma ciò che è ancora più disarmante è l’opacità delle nuove realizzazioni rivolte alla gente comune rispetto alle sofisticate sperimentazioni sulle abitazioni unifamiliari. Non vogliamo sollevare questioni sociali, piuttosto possiamo raccogliere nel lavoro della Seyler una significativa esperienza su come le case a basso costo si possono far bene, secondo le regole della tradizione disciplinare e nel rispetto di una cosciente attenzione alle tecniche costruttive e ai materiali. Si riesce così a stabilire la giusta relazione tra queste ultime, che garantiscono un significativo apporto tecnologico, di durevolezza, e la scelta tipologica che forma il progetto rendendolo riconoscibile e civilmente comprensibile. I progetti presentati, realizzati o in via di realizzazione a Parigi, sono inseriti nel complesso tessuto edilizio di Parigi, non sempre caratterizzato da edifici storici. Il luogo, materiale originario, essenziale dell’architettura, è esplorato con un atteggiamento di positiva ma non passiva accettazione della materia che si trova.
Ed è così che abili articolazioni planimetriche, su lotti dalle dimensioni che davvero sembrano mettere alla prova la capacità di un architetto, accolgono organizzazioni interne degne delle migliori acquisizioni sul tema della residenza, riuscendo ad articolare un confronto con le presenze edilizie vicine.